Pubblichiamo con piacere l'intervista che ci hanno rilasciato "in tandem" gli odontoiatri Fabio Colombo e Luca Pavesi di ritorno dalla loro missione in Libano, nei campi profughi di Shatila e Burj el Shemali.

 

1) Chi sei?

F. Sono Fabio Colombo, odontoiatra di Milano.
L. Sono Luca Pavesi, odontoiatra di Monza.

2) Da quanto fai cooperazione?

F. La mia prima missione è stata l’anno scorso in Libano, nell’ambito dello stesso progetto di COI.

L. La mia prima esperienza di volontariato odontoiatrico risale al 1997 in Nicaragua e Honduras, ancora da studente universitario. Da quel momento ho partecipato quasi ogni anno a missioni sempre diverse in Paesi a basso reddito.


3) Cosa hai fatto in Libano?

F. E’ stata una missione caratterizzata da molti incontri, tra cui i team odontoiatrici attivi nei campi profughi e con loro abbiamo ripreso i protocolli operativi sul controllo delle infezioni crociate (CIC) iniziato da COI nel 2010.

L. E’ stato individuato un responsabile del CIC per tutti gli ambulatori attivi nei campi che è stato formato durante la missione. Abbiamo fatto un’azione di rinforzo sul protocollo del CIC, una lezione di formazione rivolta al responsabile individuato alla prosecuzione del progetto e infine un’azione di fundraising presso il Rotary Lebanon Cosmopolitan di Beirut.

4) Cosa ti ha colpito di più?

F. L’entusiasmo del responsabile, una persona giovane ben preparata, motivata e a mio avviso pronta per svolgere il suo compito, non solo di controllo ma di collaborazione con i team odontoiatrici.

L. Anch’io condivido l’impressione di Fabio riguardo il responsabile e soprattutto l’entusiasmo manifestato anche in questa seconda occasione di incontro dai medici e dalle infermiere che operano negli ambulatori odontoiatrici dei campi profughi. Il Libano, ai miei occhi, rimane un Paese estremamente affascinante per i paesaggi che offre, la capacità di coesistenza di varie confessioni religiose e culture in un lenzuolo così ristretto di terra.

 

5) Cosa consiglieresti a un giovane professionista che desidera avvicinarsi al mondo della cooperazione? 

F. Ai colleghi che vogliono iniziare una collaborazione in Paesi o strutture sanitarie in ambienti disagiati consiglierei di avere prima una preparazione specifica sulla cooperazione perché per me è stato importantissimo comprendere la differenza tra cooperazione ed intervento estemporaneo di assistenza.

L. Sono arrivato dopo 20 anni di esperienze umanitarie sul campo a studiare la cooperazione internazionale in un ambito più strutturato come quello offerto dal Master del COI. L’avessi fatto prima avrei evitato molti errori nelle mie missioni svolte da volontario!

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