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(28/11/2008)
OTTAVA SESSIONE DELLA SECONDA EDIZIONE DEL MASTER IN "SVILUPPO DELLA SALUTE DEL CAVO ORALE NELLE COMUNITÀ SVANTAGGIATE E NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO"
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Nella prima giornata il Dott. Van Palenstein ci ha portato la sua esperienza nei Paesi in via di sviluppo, in base alla quale ci ha esortato a considerare che la prima cosa da fare è capire quale sia la reale esigenza (rispetto alla salute orale) della popolazione in oggetto. Poiché per fare questo il DMFT si rivela inadeguato, insieme ai suoi collaboratori egli ha creato un indice chiamato PUFA. Questo indice registra le evoluzioni pulpitiche della carie, le fistole, gli ascessi, e non necessita di strumentario per essere valutato. La sua creazione è nata dalla constatazione che nei villaggi visitati più del 50% della popolazione infantile non andava a scuola per dolori orali da pulpiti o ascessi, e lo stesso valeva per le assenze degli adulti dal lavoro. La seconda cosa da fare, secondo il docente, è capire quale strategia utilizzare. Esiste il Package of Oral Care, uno strumento snello che si avvale di tre componenti: OUT,AFT E ART e che ha un costo di circa 150 dollari. Ogni componente si basa sull'evidenza scientifica e prevede anche una somministrazione "ragionata" delle cure. Si deve lavorare partendo dalle competenze già presenti, con tecnologie semplici e riproducibili in loco, senza creare una domanda sanitaria che non troverebbe risposta dopo la partenza dei volontari delle ONG. Nell'insegnare comportamenti sanitari diversi da quelli abituali è necessario tenere in conto il contesto culturale e comunitario in cui vive la popolazione. È utile avvalersi delle giovani madri, delle infermiere e delle insegnanti degli asili nido che possono trasmettere più facilmente ai piccoli le nuove abitudini sanitarie. È necessario coinvolgere lo Stato e i numerosi stakeholders per attuare campagne preventive con ricadute maggiori. Non trattare adeguatamente patologie come dolore e ascessi aumenta la "trappola medica" della povertà perchè la gente povera è disposta a vendere qualunque cosa per un antidolorifico (che non risolve ma cronicizza). Inoltre rimedi pratici senza il controllo delle infezioni non fanno che peggiorare la diffusione di epatiti e HIV. Nella seconda giornata il docente ha fatto un excursus sulle paste dentifricie fluorate (in particolare sulla loro differente efficacia preventiva a seconda del tipo di sale fluoro in esse contenute). Ci ha inoltre comunicato studi scientifici da cui si evince che l'efficacia anticarie dello spazzolamento è in funzione del fluoro disponibile nel dentifricio, della frequenza dello spazzolamento, della tecnica di risciacquo blando, e del tempo di spazzolamento (e NON della tecnica usata o della qualità dello spazzolino).
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