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(15/10/2008)
SETTIMA SESSIONE DELLA SECONDA EDIZIONE DEL MASTER IN "SVILUPPO DELLA SALUTE DEL CAVO ORALE NELLE COMUNITA' SVANTAGGIATE E NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO"
Nella prima giornata il Dott.Marco Pratesi di CUAMM-Medici per l'Africa ha tracciato un excursus storico sul diritto alla salute in Italia, inserendolo nell'evoluzione dei sistemi sanitari europei. Parallelamente ha ripercorso le tappe fondamentali dell'immigrazione in Italia, tracciando anche un'analisi delle tappe del processo migratorio. Ci ha introdotto elementi legislativi essenziali per parlare di diritto alla salute per immigrati, e con questi i concetti di saldo migratorio positivo, STP (stranieri temporaneamente presenti), ENI (immigrati europei non in regola), centri ISI, codice STP.
Nel pomeriggio il Dott.Giovanni Baglio, ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità, è entrato nel vivo della questione analizzando i flussi migratori in base al genere, alle motivazioni, ai paesi di partenza e di arrivo.
In particolare ci ha specificato il tipo di richieste sanitarie degli immigrati al servizio pubblico italiano,estrapolando i dati più significativi emergenti dalle statistiche. Tra i concetti introdotti, effetto migrante sano, effetto migrante esausto, sindrome di Salgari sono tra quelli che più rappresentano elementi chiave per una lettura ponderata delle statistiche sanitarie.
Ci ha portato l'esperienza del GRIS Lazio (GRuppo Immigrazione e Salute) come esempio di coordinamento di varie realtà socio-sanitarie sul territorio laziale in tema di salute e immigrazione, sottolineando l'importanza di lavorare in rete e il fatto che, in alcune realtà, sia l'offerta sanitaria a dover andare a cercare la domanda (esperienza con i Sinti a Roma).

Nella seconda giornata il Dott.Roberto Santopadre ci ha trasmesso la sua esperienza negli ambulatori odontoiatrici della Caritas di Roma. Ha centrato il suo intervento sulla capacità relazionale. Nuove forme di povertà in Italia nascono dalla povertà relazionale: l’operatore sanitario deve essere in grado di relazionarsi anche con chi non vuole o non può farlo, imparando ad utilizzare i canali paraverbali. Non è fondamentale che l’operatore sanitario conosca la lingua madre di un immigrato, visto che ben il 65% della comunicazione passa attraverso canali non verbali. La medicina transculturale, concetto recente ed emergente, può prendere forma a partire da una buona conoscenza di sé, dall'apprendimento di tecniche di comunicazione, dall'accoglienza del mondo culturale dell'altro e soprattutto se costruita INSIEME al paziente.
Nel pomeriggio, il Dott.Pietro Benedetti e la Dott.ssa Patrizia Di Caccamo ci hanno aperto una finestra sul mondo dei rifugiati politici e delle vittime di tortura, il primo con un taglio più legislativo, definendo meglio i vari status riconosciuti dalle nostre leggi e i diritti-doveri che da questi derivano, la seconda portando l’esperienza concreta di odontoiatra che lavora con vittime di tortura. Il ruolo dell'odontoiatra può essere molto importante sia per certificare le torture subite (con referti clinico-radiologici che permettono al richiedente asilo di avere maggiori chance di ottenere esito positivo dalla Commissione di valutazione), sia per il ruolo medico specifico che la cura della bocca riveste in un paziente molto provato psicologicamente. Le cure odontoiatriche, svolte in stretta collaborazione con l'equipe di Medici contro la Tortura (costituita da psichiatra, psicologo, medico legale, ginecologo, internista), contribuiscono alla ricostruzione dell'identità della vittima permettendo una riabilitazione "sanitaria " che va ben oltre lo stretto campo dentale.