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(14/09/2007)
LE ATTIVITA DEL COI IN SERBIA CONTINUANO
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È prevista una missione dal 28 settembre al 1° ottobre p.v. del dottor Paolo Rossi, referente COI, in occasione dell’inaugurazione di due nuovi studi dentistici che sono stati aperti nella città di Kragujevac, presso il Presidio Zastava e il Policlinico cittadino. Ma anche il progetto “Un sorriso agli anni”sta per iniziare a Kragujevac. Tale progetto è rivolto alla popolazione over 65 della città di Kragujevac e si articola su una serie di interventi, concordati con i partner locali, che vengono realizzati a partire da un’analisi preventiva dei bisogni di detti beneficiari. Sulla scorta dei risultati emersi da detta analisi vengono predisposti interventi di prevenzione e diagnosi precoce delle malattie del cavo orale (neoplasie, infezioni cavo orale, micosi) nonché iniziative di educazione all’igiene orale. L’analisi delle situazioni individuali consente altresì di valutare, più in generale, il grado di ricaduta delle patologie orali sulla salute dell’anziano. L’attenzione al versante della prevenzione e dell’educazione non è disgiunta da un intervento concreto per migliorare la situazione oggettiva degli anziani, potenziando la capacità del Presidio Sanitario e di altre strutture pubbliche presenti sul territorio di operare interventi protesici sui pazienti, oggi compromessa dalla mancanza di attrezzature adeguate e di risorse finanziarie. Si è pertanto concordata la fornitura di moderne attrezzature per la realizzazione di protesi dentarie nonché di un riunito portatile in grado di consentire interventi anche su pazienti con mobilità ridotta. Determinanti nella scelta del target di progetto sono state anche considerazioni legate alla particolare realtà demografica e socio-economica locale: non bisogna dimenticare che, nella precaria situazione della Serbia odierna, caratterizzata da un Pil pro capite che è il più basso d’Europa e da un rapporto lavoratori/pensionati pari a 1,12, gli ultrasessantacinquenni rappresentano una categoria particolarmente vulnerabile, per la mancanza di un reddito che garantisca almeno la sussistenza e per le più precarie condizioni di salute tipiche dell’età.
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