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(03/04/2007)
...... IN ITALIA E ALL'ESTERO DENTISTI CON I PIÙ DEBOLI. Progetti di cooperazione, aiuti a immigrati e gente di strada* (*Carlo Giorgi, giornalista de Il Sole-24ore, 12 marzo 2007)
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«Gli africani hanno bei denti bianchi e non hanno bisogno del dentista: ecco un luogo comune da sfatare! Dietro i denti bianchi trovi delle caverne». Il dottor Giancarlo Vecchiati, vicepresidente della Ong Coi, Cooperazione odontoiatrica internazionale, non ha dubbi. Il volontariato, al giorno d'oggi, non può più fare a meno del contributo dei "professionisti dei denti". E la conferma è la crescita, negli ultimi anni, di organizzazioni specialistiche e ambulatori non profit, sia nei Paesi in via di sviluppo sia in Italia, dove sono riservati alle cosiddette fasce deboli della popolazione: dagli stranieri senza permesso di soggiorno agli anziani che vivono in istituto, dai senza dimora ai detenuti. «La situazione in Camerun è spaventosa - racconta Leonie Antsele, igienista dentale a Milano, ma originaria di Yaoundé -. Nei villaggi non esistono strutture, non si sa neanche che cosa sia l'igiene orale. E la gente guadagna così poco che i soldi li usa per mangiare, non può certo pensare a curarsi i denti». È in queste situazioni di povertà diffusa che lavora il Coi, fondato nel 1993 a Torino da sette liberi professionisti con la passione della cooperazione. «Oggi l'associazione si avvale di 35 soci attivi, pronti a partire per progetti internazionali - riferisce Vecchiati - mentre altri 800 colleghi in tutt'Italia ci sostengono con consulenze e materiale sanitario. In 13 anni di attività abbiamo realizzato 30 progetti in 20 Paesi». Missioni e master I progetti del Coi hanno una durata media di tre anni, con l'obiettivo di realizzare strutture che rimangano nel tempo, diventando un aiuto permanente. «Non vogliamo che la gente sia al sicuro dal mal di denti solo se nei paraggi c'è un medico italiano, e finisca per essere abbandonata a se stessa quando il professionista parte. Inoltre, in diverse aree, come le regioni rurali della Somalia, lavorare con le tecnologie occidentali è assurdo, perché in pochi giorni diventano inutilizzabili. Occorre, anche per formare personale locale, che il dentista sia in grado di operare senza tecnologia e ricorrendo a metodi di cura compatibili con il Paese in cui va». Per formare professionisti in cooperazione odontoiatrica, che non si trovino in difficoltà nonostante le condizioni limite in cui si opera, nel 2006 a Torino è nato un master universitario che si chiama Ecitoh, European center for intercultural training in oral health. «Il primo anno accademico è stato un successo - dice Vecchiati -. Hanno partecipato 25 colleghi da dieci regioni italiane: dentisti e igienisti dentali che vengono formati sulla cura dei denti nelle comunità svantaggiate nel nostro Paese e in quelli in via di sviluppo». Ambulatori e campagne In Italia Roma conta tre ambulatori odontoiatrici per i più poveri; a Milano esistono due grandi centri, associati a mense per immigrati e gente di strada. «Solo nello scorso mese di dicembre abbiamo erogato 1.406 prestazioni sanitarie - puntualizza Andrea Di Liberto, dell'associazione Fratelli di San Francesco di Milano -. Di questi, 272, il 20% del totale, sono stati interventi odontoiatrici. E dei nostri 70 medici volontari, 25 sono dentisti». La vita di strada, non è solo un modo di dire, toglie il sorriso a quelli che la fanno. L'Andi, Associazione nazionale dentisti italiani, da anni si impegna anche nella promozione di iniziative di volontariato tra i suoi associati. Il 3 marzo, alla comunità di San Patrignano, dove alcuni dentisti dell'Andi offrono la propria attività a titolo gratuito, l'associazione ha lanciato la campagna contro il tumore alla bocca, effettuando uno screening gratuito sui 1.800 ospiti della comunità. A Torino, infine, sta nascendo l'Osservatorio della salute orale delle comunità svantaggiate: «Si tratta - spiega Giulio Preti, responsabile del progetto e per 20 anni direttore della clinica odontoiatrica del capoluogo piemontese - di una struttura che vuole coordinare realtà regionali come il Sermig o l'associazione Camminare insieme. Coordinare le strutture permetterebbe di ridurre i costi e mantenere una migliore continuità del servizio. Stiamo anche pensando a un centro di implantologia sociale: potrebbe partire entro l'anno ed essere collegato con la nuova Scuola di odontoiatria di Torino». Indirizzi utili Coi (Cooperazione odontoiatrica internazionale): www.cooperazioneodontoiatrica.eu Medici senza Frontiere: www.msf.it Farmacisti in aiuto: www.farmacistiinaiuto.org Banco Farmaceutico: www.bancofarmaceutico.org Psicologi senza frontiere: email psfitalia @gmail.com Fondazione Fratelli di San Francesco (ambulatorio dentistico Milano): www.fratellisanfrancesco.it Caritas diocesana di Roma (centro odontoiatrico): tel. 06.5412393
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