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(09/03/2007)
UN CODICE DI CONDOTTA PER GLI AIUTI ALLO SVILUPPO. LA COMMISSIONE MIRA A MIGLIORARE LA RIPARTIZIONE DEI COMPITI TRA I DONATORI UE
(da http://ec.europa.eu/italia/news/11108f58a7f.html, 28 febbraio 2007)
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La Commissione europea ha proposto oggi l’adozione di un codice di condotta per migliorare la ripartizione dei compiti tra i donatori Ue di aiuti allo sviluppo. Il nuovo codice, che sarà adottato su base volontaria, conterrà dieci principi per migliorare il coordinamento delle attività dei donatori ed erogare gli aiuti in maniera più rapida ed efficace. L’obiettivo del codice di condotta è di ridurre le formalità burocratiche e di far affluire le risorse laddove sono più necessarie. La Commissione propone, per esempio, che l’impegno dei donatori in un paese partner sia limitato ai due settori in cui si riscontra il maggior vantaggio comparativo. In questo modo, uno Stato membro potrebbe delegare a un altro paese Ue la responsabilità di eseguire un suo programma di aiuti. La proposta dell’esecutivo contiene anche alcune linee guida che mirano a garantire una presenza globale e più regolare dell’Ue nel terzo mondo. Oggi troppi donatori si concentrano in paesi in cui si registrano i maggiori successi, come il Vietnam, mentre troppo spesso si lasciano da parte i paesi più fragili, come la Repubblica Centrafricana. La Commissione propone, perciò, che tutti i donatori Ue riservino almeno una parte del bilancio destinato agli aiuti a paesi sotto-finanziati o trascurati. Il nuovo codice di condotta, sviluppato sulla base delle migliori pratiche finora riscontrate, mira ad accrescere l’efficienza della politica di sviluppo dell’Unione europea in modo da migliorare effettivamente le condizioni di vita delle popolazioni più povere del pianeta. Lo scopo non è di limitare il ruolo degli Stati membri, ma di far tesoro della loro lunga esperienza in materia e delle loro competenze nei settori che conoscono meglio. Gli aiuti devono essere utili, non devono trasformarsi in un onere, ha dichiarato Louis Michel, commissario europeo per lo sviluppo e gli aiuti umanitari. Dobbiamo ridurre le formalità burocratiche e ripartire meglio i compiti all’interno dell’Ue. Il codice di condotta che la Commissione propone oggi - ha aggiunto il commissario - si basa sulle migliori pratiche. Permetterà di far affluire risorse laddove sono più necessarie in modo tale da contribuire più efficacemente alla lotta contro la povertà. L’Unione europea è il principale donatore di aiuti allo sviluppo. Nel 2005 ha erogato altre la metà degli aiuti pubblici, per un totale di circa 50 miliardi di euro. Inoltre, l’Ue ha deciso di raddoppiare gli aiuti allo sviluppo entro il 2010, incrementandoli di 35 miliardi di euro l’anno. Secondo le prime indicazioni, l’Unione europea è sulla buona strada per conseguire questo obiettivo e ha raggiunto agevolmente il primo traguardo intermedio (0,39% del reddito nazionale lordo) nel 2006. Ma il solo aumento dei fondi non basta. Quello che i paesi in via di sviluppo richiedono oggi è un’erogazione più rapida ed efficace degli aiuti, meno formalità burocratiche e un miglior coordinamento delle attività dei donatori. In Tanzania, per esempio, sono in corso oltre 600 progetti nel campo dell’assistenza sanitaria, la maggior parte dei quali riguarda la lotto contro l’Hiv/AIDS. In Kenya, 20 donatori forniscono contemporaneamente medicine acquistandole attraverso 13 differenti fonti di approvvigionamento. L’efficace ripartizione dei compiti, introdotta dal codice volontario di condotta, porrà fine a situazioni di questo genere.
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